
Mercoledì 11 luglio sono andato a vedere lo spettacolo di Roberto Benigni, TuttoDante, allo stadio di Bergamo. La location dell’evento è stata spostata solo una settimana prima: dal Lazzaretto allo stadio appunto. Una scelta sicuramente infelice: che sarebbe stato un mega-evento lo si sapeva anche sei mesi fa, quando è apparsa la notizia per la prima volta. Gli organizzatori erano consapevoli che la richiesta dei biglietti sarebbe stata enormemente superiore alla capacità del Lazzaretto. Pare si sia deciso di spostare lo spettacolo allo stadio e mettere in vendita altri 2000 biglietti per venire incontro alle esigenze del pubblico. La scelta è infelice soprattutto perché così si è perso il “fascino” di un posto speciale: Benigni che legge Dante al Lazzaretto avrebbe dato quell’emozione in più che ti fa venire i brividi. Inoltre la scenografia, studiata per il Lazzaretto e riproposta allo stadio, era decisamente sbagliata. Il palco posizionato in mezzo al campo di calcio, rivolto verso la tribuna, a circa 50 metri dal pubblico. Lo stesso Benigni ha esordito dicendo che avrebbe voluto essere più vicino al pubblico. Poi, per garantire una migliore visione a chi aveva pagato il biglietto più caro, il palco era posto di fronte a quelli del primo settore, mentre quelli del terzo (come me) erano in una posizione molto laterale. La disposizione per il Lazzaretto era quella invece tipica del teatro: primo settore vicino al palco, poi dietro il secondo settore e infine il terzo. Così anziché vederlo piccolo ma di fronte a noi, lo vedevamo piccolo (almeno 100 metri) e laterale. Unica nota stonata della serata.
Per il resto, serata decisamente fenomenale. Non trovo le parole per descrivere la grandiosità, la genialità, la cultura e l’amore per questa (e la poesia, in particolare, definita dallo stesso comico “espressione dell’anima, dello spirito“) di Roberto Benigni.
Ha iniziato lo spettacolo parlando in bergamasco, salutando tutti, da Tur Buldù, a Reduna, a San Giuan Blanc! Poi ha ripercorso un po’ gli eventi dell’ultimo anno: il governo Prodi, Berlusconi, ma anche calciopoli e vallettopoli.
Dopo circa 45 minuti, ha iniziato con la Divina Commedia di Dante. Destino ha voluto che il canto prescelto fosse il mio preferito e forse anche l’unico che mi ricordo bene: il canto V dell’Inferno, dove sono puniti i lussuriosi, meglio conosciuto come il canto di Paolo e Francesca e dove si trovano i passi tra i più famosi della Divina Commedia (” Vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole e più non dimandare.”, “Galeotto fu il libro e chi lo scrisse“).
Incredibile il modo in cui Benigni ha spiegato tutte le terzine del canto: se gli insegnanti di italiano mettessero solo un decimo dell’amore che ha messo lui, tutti noi ameremmo e conosceremmo bene la Divina Commedia. Dopo più di un’ora di spiegazione, ha poi concluso lo spettacolo esponendo a memoria l’intero canto. Da pelle d’oca!
Benigni cita spesso la parola amore e in qualche modo, mi ha fatto riflettere…
L’amore di Benigni per la cultura. Ha fatto riferimento a decine di personaggi storici, contemporanei e mitologici, dimostrando piena conoscenza della loro vita, opere e altro.
L’amore di Benigni per Dante: trasmette amore ogni volta che apre bocca in riferimento alla Divina Commedia. Coinvolgente all’ennesima potenza: credo che almeno la metà del pubblico presente sia tornato a casa con la voglia di (ri)leggersi tutta la Divina Commedia.
L’amore in generale: quando Benigni parla d’amore ti fa commuovere: parla dell’amore che fa girare il mondo, l’amore per la vita, l’amore per una persona.
Amore, amore, amore… ogni volta che pronunciava in quest’ultima accezione questa parola di 5 lettere, i miei pensieri volavano verso una persona, con un nome di 5 lettere…






martedì 17 luglio 2007 at 17:27
Be’, dopo il ’68 Dante era stato messo abbastanza da parte, troppo reazionario per certi ambienti. Strano che proprio uno degli esponenti della “cultura” che voleva seppellirlo si dia da fare per resuscitarlo.
Meglio questo Benigni che quello dell’”Inno del corpo sciolto”, caro Fab… riesce persino a fare più soldi!