Amarcord: Dash
In questo periodo, pensando al post per la rubrica (di altissima qualità) Amarcord, mi diverto a pescare, negli angoli della mia mente, qualche ricordo su vecchie pubblicità.
Così, questa sera, tornando a casa, mi sono ricordato dello spot anni ‘80 del fustino Dash, quella in cui l’intervistatore cercava di scambiare con un cliente di un supermercato due fustini “qualsiasi” con uno di Dash. “Dash non si scambia, perché più bianco non si può!“
Non ve la ricordate? Eccola qua:
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Riguardandola oggi, oltre alla solita lacrimuccia dovuta al “ma quanto sono vecchio“, fa sorridere pensare all’impressionante evoluzione degli spot pubblicitari nel corso degli ultimi 20/30 anni: oggi la pubblicità è un cortometraggio, una mini-serie a puntate, è una piccola forma d’altra. Inoltre non è più la gente comune, quella che si incontra al supermercato, a fare da protagonista, ma sono personaggi famosi, presi dal mondo dello sport e dello spettacolo (anche se molte pubblicità del passato hanno avuto famosi testimonial, ma in misura minore).
Concludo con un piccolo e facile quiz: in quale film “superlativo” il protagonista deve fare la parte del cliente che non accetta lo scambio dei due fustini, ma si rifiuta di farlo perché non lo trova conveniente, abbandonando il set?
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Overlord ha commentato il 19 dicembre 2007 alle ore 10:42
Bellissimo il Dash, mi ricordo benissimo questa pubblicità, madò che nostalgia…