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Il blog di Fabrizio Sinopoli

WiMax: chiusa l’asta a 136 milioni di euro

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Si è conclusa ieri l’asta per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze WiMax nella banda 3.4-3.6 Ghz, che ha aggiudicato le 35 licenze (14 macroregionali e 21 regionali) con un incasso superiore ai 136 milioni di euro, stabilendo il record europeo (battuti i 125 milioni dell’asta francese).

Oggi il ministero delle Telecomunicazioni ha presentato di dati ufficiali. Ecco qualche stralcio del comunicato ufficiale:

Lo svolgimento della gara ha reso necessarie 9 giornate di rilanci, articolate in 48 tornate, con un incasso finale pari a € 136.337.000,00 (+ 176% sulla base d’asta), il più elevato fra le gare WiMax sin’ora svolte nell’Unione Europea.

In base alla procedura stabilita dal Ministero delle Comunicazioni, vengono rilasciati 3 diritti d’uso complessivi delle frequenze disponibili nella banda 3.4 – 3.6 GHz, indicati come Blocco A, Blocco B e Blocco C, ciascuno di ampiezza frequenziale pari a 2×21 MHz.

Di tali diritti d’uso, 2 (Blocco A e Blocco B) sono rilasciati per aree di estensione geografica macroregionale, per 7 Macroregioni, mentre 1 diritto d’uso (Blocco C) è rilasciato a livello regionale (con suddivisione provinciale nel caso delle Province Autonome di Trento e Bolzano) per 21 regioni.

In sintesi, le licenze sono andate a 11 imprese, di cui 4 sono “big”, cioè Ariadsl, A.F.T., E-Via Group Retelit e Telecom Italia, mentre le restanti 7 hanno una presenza locale, in una, due regioni al massimo.

La grande vincitrice è sicuramente Ariadsl che si è accaparrata 6 aree su 7 del blocco A, con un investimento totale di oltre 47 milioni di euro, circa un terzo dell’incasso totale dell’asta.

E’ stata un’asta anomala, se pensiamo che, come sempre accade, l’Italia si era distinta negativamente dal resto d’Europa dando la possibilità di partecipare anche alle società che già hanno licenze per l’UMTS e per la minor banda di frequenza messa a disposizione. Ma la sua anomalia è proseguita: a parte Telecom Italia, pian piano, tutti i colossi hanno abbandonata l’asta (Fastweb, Wind e per ultima Mediaset).

Ora però inizia il difficile per le società vincitrici: realizzare progetti interessanti e innovativi in aree dove è difficile portare l’ADSL con i mezzi tradizionali.

Al tempo stesso, però, mi pongo un interrogativo: questo enorme sforzo economico che hanno dovuto compiere le imprese già durante l’asta, non avrà un impatto poi sulle tariffe che potrebbero essere ritoccate verso l’alto per rientrare nelle spese previste?

Qualche interessante spunto critico lo potete trovare qui.

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Un Commento

  1. Con le caratteristiche che hanno queste frequenze in gara sommate alle limitazioni normative quello che si può fare con questo WiMax si può fare ugualmente con Hiperlan2 con la differenza che Hiperlan2 è liberalizzato quindi non si pagano le frequenze.
    In pratica chi ha acquistato WiMax ha comprato solo un marchio pubblicitario utile per far pagare di più un servizio che avrebbero potuto offrire a meno usando Hiperlan2.
    Come al solito si venderà fumo e noi pecoroni lo compreremo pagandolo pure caro :(

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