A distanza di due giorni dall’eliminazione dell’Italia dagli Europei di calcio, raccolgo in questo articolo alcune mie considerazioni.
Il “povero” Donadoni
Troppo facile accusare adesso, dopo l’eliminazione, Donadoni: criticare le sue scelte, le sue convocazioni, le sue formazioni. Io rimasi scettico quando fu scelto come allenatore della Nazionale, però una volta che la scelta è stata fatta, occorre dargli fiducia. Ero scettico perché sono un tradizionalista: io vedo l’arrivo sulla panchina dell’Italia come un traguardo per un allenatore che nel corso degli anni ha dimostrato di sapere vincere con le squadre che ha allenato. Continui successi nel corso degli anni. Invece è stato scelto un allenatore che aveva dimostrato qualcosa di buono solo con una squadra (Livorno) maggiormente nelle serie cadette, per poi essere esonerato in Serie A. Donadoni è un uomo di calcio, con grande esperienza da giocatore, ma poca, anzi nulla in campo internazionale come allenatore.
Dove ha sbagliato Donadoni
Probabilmente la mancanza di esperienza di cui sopra ha influito in questo Europeo. Personalmente credo che l’errore principale sia stato commesso all’inizio, con le convocazioni. Ha convocato Del Piero dopo 9 mesi in cui non lo convocava, dopo che il capitano juventino aveva chiaramente detto di non voler e poter giocare esterno sinistro come veniva impiegato da Donadoni. Ha convocato, a sorpresa, Cassano. Due convocazioni volute dalla gente: l’impressione è quindi che Donadoni abbia scelto di partire con il consenso popolare, per evitare “linciaggi” o “processi” in casi di sconfitta. Così però ha rinnegato se stesso e il suo modulo: il suo 4-3-3 (o meglio, 4-2-3-1) è durato una partita (contro l’Olanda) per poi mandarlo in soffitta e con lui il suo pupillo Di Natale. Donadoni è stato coerente con se stesso e le sue idee per 2 anni, per fare un passo indietro nel momento più importante. Perché?
L’altro grande errore a mio parere è stato quello di intestardirsi su Toni: il giocatore del Bayern non era in forma (è parso appesantito) ed era chiaro che non “vedeva” la porta. Perché non provare Borriello?
La “sfortuna” di Donadoni
E’ tutta colpa di Donadoni? Assolutamente no, anzi. Diciamo che ha avuto innanzitutto una buona dose di sfortuna, con l’infortunio di Cannavaro. Donadoni poi è stato “tradito” anche da alcuni suoi uomini chiave: in primis Toni, come si diceva prima e poi i giocatori della Roma. A mio avviso, Panucci a parte, De Rossi ma soprattutto Aquilani e Perrotta hanno decisamente deluso. O erano fuori forma o non si trovavano negli schemi della Nazionale, altrimenti non si spiega l’assenza assoluta dal gioco.
Da dove ripartire
Difficilmente si ripartità da Donadoni, ma così come penso che sia stata sbagliata la scelta di chiamarlo per il dopo-Lippi, credo che sia sbagliato cacciarlo adesso. Merita una seconda possibilità, per dare continuità ad un progetto e per non dover stravolgere ogni 2 anni lo staff tecnico.
Tra i pochi elementi positivi dell’Europeo, oltre al fenomeno Buffon, c’è probabilmente solo Chiellini, sia per la giovane età sia per lo splendido campionato disputato. Nemmeno sicuro della convocazione, per una serie di circostanze, è diventato titolare, dimostrando di essere un “muro” invalicabile. A parte il gol con la Romania frutto di un errore di Zambrotta, con lui e Panucci in difesa, l’Italia non ha più preso gol.
C’è da ricostruire, in ogni reparto, sopratutto in difesa, dove non ci sono grandi alternative, in particolare sugli esterni. Va un po’ meglio a centrocampo (con giovani come montolivo, Aquilani e De Rossi), con qualche problema in attacco, anche se possiamo sperare in un “nuovo” Gilardino, nella conferma di Borriello o nell’esplusione di Pazzini (e di qualche altro attaccante).






