La Festa dell’Unità o, come si chiama da quest’anno, la Festa Democratica, rappresenta una delle poche certezze della mia estate bergamasca: uno di questi posti dove puoi andare anche da solo ed essere certo di trovare qualcuno per bere una birra.
Nonostante sia una “festa” di sinistra, ci si trova tutti lì, anche chi è di idee politiche diverse. Forse perché non è esclusivamente una festa politica o perché non vogliamo vederla così, ma solo come un punto d’incontro, un posto dove stare insieme, all’aperto, per bere qualcosa in allegria.
Negli ultimi anni però qualcosa è cambiato: innanzitutto oggi tutti i concerti sono gratis. Bello, ma fine ad un certo punto: sono sempre meno i concerti dei “big”, pochi, pochissimi cantanti o gruppi di un certo livello. Poi la durata della festa: prima durava più di 3 settimane, ogni poco più di 2, in anticipo rispetto al solito calendario.
Che la crisi abbia colpito anche queste feste? Sì, sicuramente. Concerti gratis vuol dire non potere chiamare certi cantanti. Inoltre si trovano sempre meno volontari disposti a lavorare negli stand.
Spiace, ma di sicuro, da domani 3 fino al 21 luglio, molte sere sarò alla Festa dell’Unità (mi piace chiamarla nel vecchio modo) di Bergamo.
Qui potete trovare il programma dei concerti.





