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Il blog di Fabrizio Sinopoli

L’insostenibile pesantezza dell’A4

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Pendolari si nasce, eroi si diventa.

E’ dura la vita del pendolare dell’A4 Bergamo-Milano. Quando sul lavoro, mi chiedono da dove vengo e rispondo “Bergamo”, mi guardano come se fossi un eroe o un povero martire. O forse, come sempre, la verità sta nel mezzo.

Le odissee. Andare a Milano nell’ora di punta è sempre stata un’odissea: si sa quando prendi il casello di entrata, non si sa quando quell’uscita (sempre che ci sia un’uscita!). Con le 3 corsie, il tratto Bergamo-Milano era percorribile in un minimo di un’ora e mezza, a meno di non partire all’alba e rientrare a notte fonda.

Poi iniziarono i lavori della 4a corsia. Ossia, due anni di calvario per i pendolari: restringimenti di carreggiate, deviazioni, scicanne degne dell’autodromo di Monza e della curva del tabaccaio di Montecarlo. Se con le 3 corsie ci volevano ore, con i lavori per la 4a ci voleva una vita, durante la settimana. Durante i weekend, in certi periodi anche 2 al mese, ci voleva un elicottero, visto che veniva chiuso l’intero tratto. Lavori necessari e sicuramente utili, che noi pendolari abbiamo, nostro malgrado, sopportato, consapevoli che avremmo poi avuto il nostro tornaconto positivo. Però, il prezzo da pagare è stato alto: per molti, è voluto dire continui ritardi sul lavoro. Per non parlare delle conseguenze inevitabili a livello fisico (schiena e gambe), a livello psicologico (stress) ed emotivo (nervosismo alle stelle) per essere costretti a stare mediamente 3/4 ore al giorno in auto. Con l’inevitabile ciliegina sulla torta a gennaio 2008: ennesimo aumento delle tariffe dell’autostrada.

Finalmente la 4a corsia. In effetti, è innegabile il miglioramento a partire da ottobre 2007: anziché un’ora e mezza, oggi ci vogliono circa 25/30 minuti per percorrere il tratto Bergamo-Milano Est. Finalmente si vedono i risultati degli enormi sforzi di chi ha lavorato per 2 anni giorni e notte, sabati e domeniche, durante le feste di Natale, ad agosto sotto un sole infernale. Senza dimenticare chi ha pagato, purtroppo, anche con la vita.

Ma non è finita. Ora andare a Milano è meno problematico, almeno fino alla barriera di Milano Est. Il problema è tornare! Pare assurdo, ma l’odissea continua. Causa la chiusura di un ponte tra Trezzo e Capriate, costringendo molti a prendere l’autostrada, ci sono chilometri di coda in uscita a Capriate. Questo si riflette inevitabilmente sul traffico: a volte ci sono code e rallentamenti fin da Agrate.

Per chi esce a Dalmine la situazione è ancora peggio: causa lavori per la nuova tangenziale, per percorrere circa 300 metri, ci vogliono dai 40 ai 60 minuti, a qualsiasi ora del giorno.

Se al mattino era “pesante” arrivare in ufficio dopo 2 o 3 ore di coda, la sera, quando non vedi l’ora di arrivare a casa, stanco dopo l’ennesima giornata difficile, dover impiegare 45 minuti per fare 300 metri, aumenta l’istinto omicida.

Ma quando finirà?

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