Cory Doctorow a Milano
Venerdì scorso, all’evento Meet The Media Guru a Milano, c’era Cory Doctorow, scrittore e co-editor di Boing Boing.
Leggendo il post di Wittgenstein, sono tre i passaggi che mi hanno stupito.
Il primo, che mi trova pienamente d’accordo (gli invidio la semplicità con cui è riuscito a esprimere il concetto):
Io credo che la strategia minacciosa e poliziesca nei confronti dei ragazzi e dei fans si sia dimostrata perdente anche per i suoi stessi sostenitori. E credo che debba essere chiaro che questi comportamenti non sono dannosi: perché l’accesso universale ai contenuti è una ricchezza e ci migliora, e perché consente nuove forme di sussistenza delle opere creative
Il secondo che invece mi ha aiutato ad aprire un po’ gli occhi sulle dinamiche delle amicizie nei social network:
I social network per me sono importanti perché il passaparola aiuta i libri e anche i miei libri. Ma i social network incasinano la corteccia cerebrale. Facebook è la pornografia del sociale. Si nutre di se stesso e di quantità, più che di qualità. Queste cose perdono di senso quando il tuo boss che non sopporti ti chiede di essere tuo amico. E no, non è una buona cosa essere amici di tutti: ci sono anche brutte persone, in giro. Un conto è essere amichevoli, un conto essere amici. Bisogna essere amichevoli e gentili con tutti, ma amici no.
Il terzo e ultimo passaggio:
Chiudere i gruppi a favore della mafia? Perché, è un reato uscire per strada e dire “mi piace la mafia”? Dici sul serio che da voi è un reato dire “hanno fatto bene ad ammazzare quello”? La risposta alle pessime opinioni è più libertà di opinione, non meno.
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