Anna Frank “osé”

Il deputato della Lega Nord, Paolo Grimoldi, ha presentato una interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione in seguito alla protesta di alcuni genitori di alunni delle elementari della scuola ‘Lina Mandelli’ di Usmate Velate, in provincia di Monza-Brianza, che ha introdotto all’interno del programma scolastico, per una delle classi quarte, la lettura del libro “Il Diario di Anna Frank“. Nella versione integrale, scrive Grimoldi, “vi è un passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime (si tratta della lettera datata 24 marzo 1944 e, per la precisione, la citata descrizione si trova alla pagina 220 dell’edizione italiana Einaudi a cura di Frediano Sessi). Una descrizione considera troppo osé dal deputato.

La miglior risposta a Grimoldi viene dalla rubrica “Buongiorno” di Massimo Gramellini de “La Stampa” (il grassetto è mio):

Un parlamentare della Lega ha chiesto al ministro Gelmini di scoraggiare la lettura nelle scuole della versione integrale del «Diario di Anna Frank», dato che in una pagina del testo la protagonista «descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime, suscitando inevitabile turbamento». Francamente di quel libro sono sempre state altre cose a turbarmi: per esempio il razzismo, per esempio i nazisti. Certo non la scoperta della propria sessualità da parte di un’adolescente.

Ma non voglio farne colpa all’onorevole Grimoldi o ai genitori degli allievi della scuola elementare di Usmate Velate, in provincia di Monza, che gli avrebbero segnalato il gravissimo caso. Sono vittime anch’essi di quella incapacità di cogliere il senso complessivo di un evento o di un’opera, arrestandosi davanti al particolare scabroso o semplicemente irrituale, che chiamerei la sindrome del divano. Il divano è la normalità, il simbolo di un’esistenza tranquilla da abitare in tinello, dopo avere chiuso la porta a doppia mandata. La tv fa parte dello stesso tinello in cui si trova il divano: la sua volgarità è rassicurante, indigna e spaventa di meno.

A indignare e spaventare sono la diversità, l’originalità, l’imprevisto: tutto ciò che distrae dalle certezze sedimentate e perciò va rifiutato e rimosso. Gli occhiali che si indossano davanti al divano assomigliano alle lenti dei microscopi: magari di un capolavoro non afferreranno l’essenza, ma ne coglieranno sempre la riga fuori posto.

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1 commento/trackback a “Anna Frank “osé””

  1. Valente il diffidente  ha commentato il 16 gennaio 2010 alle ore 23:27

    Bella l’idea della sindrome da divano e non posso che essere d’accordo su tutta la linea. Se ti va di leggere la mia sul caso trattato:
    http://piccolevitalita.blogspot.com/2010/01/il-diario-di-anna-frank-e-un-libro-hard.html

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