In un articolo mai pubblicato perché incompleto (e quindi vi dovete fidare…), che però avrebbe fatto fruttare qualche euro agli amanti delle scommesse sportive, avevo pronosticato alcuni risultati dei Mondiali di calcio di Sudafrica 2010: l’eliminazione al primo turno della Francia e di un’altra grande (ahimé l’Italia), l’arrivo di una squadra africana tra le prime quattro (pronostico reso impossibile dall’eliminazione di 5 squadre su 6 fino dal primo turno) e la vittoria di una squadra europea (pensavo in primo luogo all’Inghilterra e poi alla Spagna).
Ma che Mondiali sono stati?
Sono stati dei Mondiali innanzitutto “diesel”: pochissimi gol nelle prime partite per poi andare migliorando. Nessun gol cosidetto da antologia, di quelli che ricorderemo per sempre, mentre sono stati davvero tanti gli errori dei portieri: colpa dello Jabulani? Nessuna stella di quelle attese ha brillato: grandi prestazioni ma nessun gol per Messi, in ombra Kakà, Cristiano Ronaldo, Rooney. Nessun nuovo fenomeno per cui svenarsi nel calciomercato, ma è stato il Mondiali di giocatori mai grandi protagonisti delle prime pagine dei giornali: Forlan, Muller, Villa e Sneijder. E’ stato in un certo modo il Mondiali delle vuvuzelas e del polpo Paul.
E’ stato il Mondiale dove sono le prime quattro classificate sono quelle che hanno espresso il miglior gioco e per una volta forse una classifica che rispecchia correttamente il calcio espresso e l’evoluzione dello stesso. Pur non brillando in finale, ha vinto meritatamente la Spagna, costruita sul blocco Barcellona (7 titolari blaugrana in semifinale e in finale) completata da quel fenomeno che risponde al nome di David Villa. Al secondo posto con onore l’Olanda, che ha macchiato leggermente il proprio campionato con una finale troppo violenta, dove ha giocato a calci e non a calcio. Non la considera mai nessuno all’inizio, ma è arrivata a giocare la 14esima semifinale mondiale della sua storia una grande Germania, che insieme alla Spagna ha mostrato il miglior gioco, grazie al talento di Muller e di giovani ma esperti come i vari Podolski e Schweinsteiger. Il Mondiale della simpatia va all’Uruguay, dove un mostruoso Forlan, troppo presto scaricato dal Manchester United, ha mostrato gioco e grinta da vendere.
Purtroppo è stato anche il peggior Mondiale dell’Italia. Dobbiamo essere capaci di rialzarci presto, di non essere troppo pessimisti nell’analizzare quanto successo in Sudafrica e prendere esempio da Spagna e Germania, che con un mix tra giovani e meno giovani, hanno mostrato come si gioca a calcio.
Proviamo ad andare a riprenderci la Coppa in Brasile nel 2014?






