In questi giorni due personaggi sono saliti alla ribalta della cronaca: Simone Farina e Gregorio De Falco.
Il primo è un calciatore del Gubbio ed è diventato famoso qualche settimana fa per avere rifiutato 200.000€ per falsare una partita, denunciando invece il fatto. Il gesto è stato premiato dall’allenatore della Nazionale, Cesare Prandelli, che lo convocherà al prossimo raduno, e da Joseph Blatter con un gagliardetto durante la cerimonia di premiazione del Pallone d’Oro.
Il secondo è un ufficiale della guardia costiera ed è diventato famoso oggi, dopo la pubblicazione dell’audio della sua conversazione con Francesco Schettino, capitano della Costa Concordia, naufragata al largo del Giglio il 13 gennaio scorso.
In un Paese civile, le gesta Farina e De Falco non avrebbero mai avuto tanta risonanza mediatica, perché hanno avuto un comportamento normale, quello cioè di una persona onesta, corretta e professionale nel suo lavoro. Invece in Italia è normale il contrario: è normale prendere soldi per falsare una partita, per un favore, per un appalto. In Italia è normale non essere professionali sul lavoro, mettere a rischio la vita di altre persone e negare di fronte all’evidenza.
In Italia i signori Farina e i signori De Falco solo le eccezioni. Quando saranno la normalità?





