Sarà difficile riuscire a scrivere tutto quello che ho in testa dopo la mia partecipazione alla BlogFest: tra pensieri e sentimenti contrastanti, cercherò con serenità e a mente fredda, di ripercorrere insieme la due giorni a Riva del Garda.
Iniziamo con gli aspetti negativi, così da poter chiudere col sorriso.
La pioggia. Ha piovuto sempre con grande intensità, senza darci tregua. Ha condizionato molti eventi, rovinato e fatto saltare altri; ha reso più complicato ad esempio organizzare insieme le cene; mi ha impedito di passeggiare, visitare e fotografare una città meravigliosa come Riva del Garda.
I badge viola. Per certi aspetti e per alcuni dei presenti, è la nota più dolente, ancor più della pioggia. C’era una distinzione tra le persone invitate dall’organizzazione (badge viola) e tutti gli altri (badge blu). I primi avevano, tra l’altro, la possibilità di pranzare e cenare gratis in un locale (Tiffany) a cui noi col badge blu non potevamo entrare. Una distinzione fastidiosa che mi lascia perplesso. E’ un precedente pericoloso, soprattutto per queste manifestazioni che devono essere occasione di incontro, confronto e conoscenza anche e soprattutto con quelle persone di grande cultura, di grande personalità, che noi tutti stimiamo, apprezziamo e leggiamo quotidianamente. Privarci della loro presenza durante le cene, solitamente le migliori occasioni per conoscersi e parlare, è un fatto poco piacevole. E credo che sia stato imbarazzante anche per molti di coloro che avevano il badge viola. Comunque nessun timore: quando organizzerò il primo barcamp a Bergamo (PotaCamp), avremo tutti badge color giallo polenta.
L’ombrello. Ma il fatto più grave, da condannare senza mezzi termini, è il furto del mio ombrellino (con due bacchette rotte) avvenuto sabato sera al Palazzo Congressi. Ho lasciato incustodito per tutto il pomeriggio lo zaino con dentro il PowerBook senza alcuna preoccupazione. Ho lasciato l’ombrello cinque minuti e me l’hanno fregato. Ingenuo io. (Tranquilli, al PotaCamp ci sarà sempre la luce del sole, gialla, color polenta).
Passiamo a tanti aspetti positivi, che alla lunga, sono quelli che rimangono nella mente, spazzando via gli altri.
Ho conosciuto ancora tante persone straordinarie, simpatiche, allegre, socievoli e con tanta voglia di divertirsi insieme. Cerando di fare mente locale, in ordine di “apparizione”: Maria, Veronica, il ballerino Andrea Beggi (una persona eccezionale: sempre sorridente, umile, disponibile e con una pazienza immensa), il migliore, Maxime (10 e lode… e non aggiungo altro, per una persona che vorrei abitasse ad un metro da me per potere passare allegre serate insieme), Dania e Dadevoti (una coppia bellissima e di una simpatia assoluta). Con gran piacere ho rivisto Federico e conosciuto le due “pazze” Fraaaaa e HoldMe, SonoUnPrecario con ragazza, PocaCola e Nicky, uno straripante Stefigno, una sempre più bella Feba (se la prossima volta non ti ricordi di me, vedi…), Luca Conti, Oscar, Azael, Clockwise e Khenzo, i ragazzi di Carvico. Una citazione particolare per un’altra persona che ti mette allegria solo a guardarla: lo zio Bonino, l’uomo più veloce del mondo a tumblerare, al punto che non sai più se l’hai visto prima su Phonkmeister e poi si è avverato oppure il contrario. Finalmente ho conosciuto LaLui, importunata mentre divorava un toast e il prestigioso Zamperini (non l’ho più visto dopo che sabato a pranzo ha detto: “Io sono uno all’antica: Se non metto le gambe sotto il tavolo, non mangio”).
Intravisti ma anche causa timidezza non conosciuti: i miei due fotografi preferiti (Francesco e Lyonora), Antonio Sofi, Massimo Mantellini.
Sicuramente mi sono dimenticato di qualcuno, ma il post è qui, pronto per essere aggiornato.
Grazie a tutti quelli che mi hanno regalato un sorriso, tenuto compagnia e fatto passare due giorni intensi e indimenticabili.
Le mie foto sono qui, mentre tutte quelle della BlogFest sono disponibili qui.
Da fare per il prossimo barcamp: le Moo Card!
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