Archivio per 'Internet'

Internet come diritto costituzionale

Articolo 21-bis della Costituzione

Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.

Le 27 parole che avete appena letto sono state scritte dal costituzionalista Stefano Rodotà, e lette solennemente il 29 novembre 2010 all’Internet Governance Forum di Roma. Noi auspichiamo che aprano una discussione vera sul senso profondo della Rete e che, con i miglioramenti che il dibattito porterà, entrino presto nella Costituzione italiana. Che è sì, una delle più belle del mondo ma è nata in un’epoca in cui Internet non esisteva. Secondo noi ora è arrivato il momento di cambiare e di scrivere che l’accesso alla Rete, il più grande mezzo di comunicazione della storia, è un diritto costituzionale. Se anche voi la pensate così, metteteci la firma.

(tratto da InternetCostituzione.it)

Villa Biscossi, il comune più connesso d’Italia

Interessante iniziativa, molto in piccolo per ora, di difficile attuazione su larga scala, ma è un buon esperimento:

Sony Ericsson apre un nuovo mondo di opportunità e di risorse a tutti gli abitanti di Villa Biscossi, un piccolo comune nella Lomellina. L’azienda ha consegnato il nuovo smartphone Sony Ericsson XPERIA X8 a tutti i 76 cittadini del piccolo paese, che da oggi hanno la possibilità di essere sempre connessi attraverso la rete Internet mobile.
Sony Ericsson ha scelto Villa Biscossi in provincia di Pavia, uno tra i comuni più piccoli d’Italia, per democratizzare la comunicazione mobile creando il comune più connesso della penisola. Tutti gli abitanti del piccolo agglomerato urbano hanno ricevuto uno smartphone XPERIA X8 con due mesi  di connessione ad internet inclusa. L’estrema semplicità di utilizzo dello smartphone di Sony Ericsson, unita alle infinite opportunità offerte dalle applicazioni di Android e dal web, potranno soddisfare le esigenze di tutti i cittadini, dai più anziani, meno avvezzi alla tecnologia, ai giovani, rivoluzionando e semplificandone la vita.

Solo 20 milioni di euro per la banda larga?

All’inizio erano 800, poi diventarono 400: ora pare che il governo stanzi (solo) 20 milioni di euro per la banda larga come “Contributo per i giovani che acquistano nuovi pacchetti di Adsl” (tabella incentivi in pdf).

Sicuramente non è la soluzione per il problema del digital divide in Italia o per portare i 2Mbps in ogni casa, come promesso dal ministro Brunetta.

Safer Internet Day 2010: Think B4 U Post

Oggi, 9 febbraio, è il Safer Internet Day 2010, il cui slogan è Think B4 U Post (“Pensa prima di pubblicare”):  la campagna nasce per sensibilizzare gli utenti ad una maggiore attenzione su quello che si pubblica ogni giorno sulla Rete, in particolare sui social network come Twitter e Facebook.

Internet compie 40 anni

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Anche se non li dimostra, Internet compie 40 anni (sul Gardian c’è uno slideshow anno per anno).

Io navigo ormai dal 1994 circa, se la memoria non mi inganna.  Sono passati circa 15 anni e ancora oggi mi ricordo come era il mondo senza Internet. Chissà se me lo ricorderò fra qualche anno.

Ma la domanda del giorno è: riuscirei oggi a vivere senza Internet?

Decisamente no: per lavoro, per passione e per divertimento, Internet fa parte della mia vita. Senza non potrei fare gran parte di quello che faccio quotidianamente. Su Internet trovo le soluzioni ai miei problemi tecnici, scambio informazioni, condivido fotografie e video, contatto i miei amici, faccio ordini, prenoto vacanze e molto altro ancora.

Che mondo sarebbe senza Internet?

Vodafone contro la neutralità della rete

Leggo dal blog di Quintarelli un’inquietante comunicato di Vodafone:

A partire dal 20 Novembre 2009, allo scopo di salvaguardare la qualità del servizio Internet a vantaggio di tutti i Clienti, la velocità massima di connessione alle applicazioni peer-to-peer o file sharing potrà essere limitata fra le ore 7:00 e le ore 22:00.

Inoltre nelle offerte Dati in Mobilità con computer e cellulare (iPhone, BlackBerry, etc…) saranno introdotte alcune limitazioni e nuove condizioni per il traffico effettuato con applicazioni VoIP.

In parole povere, Vodafone si schiera contro la neutralità delle rete, limitando il traffico Internet dei propri clienti, in determinate fasce orarie.

Il comunicato è in alcuni passaggi molto vago, in particolare quando si parla di “alcune limitazioni e nuove condizioni”: un’ottima analisi viene fatta da Guido Scorza.

Se siete intenzionati a diventare nuovi clienti Vodafone, acquistando una chiavetta per la navigazione Internet, sappiate che potreste esserne “limitati”.

Se siete già clienti “mobili” di Vodafone, aspettatevi (ma non illudetevi) una raccomandata entro il 20 ottobre 2009 in cui l’azienda deve obbligatoriamente e dettagliatamente spiegare in cosa consiste la limitazione del traffico peer-to-peer e file sharing tra le ore 7.00 e le ore 22.00 di ogni giorno, e quali sono queste “limitazioni e nuove condizioni” per il traffico VoIP. Sta a voi, poi, decidere se rescindere il contratto oppure proseguire accettando le nuove condizioni.

Cory Doctorow a Milano

Venerdì scorso, all’evento Meet The Media Guru a Milano, c’era Cory Doctorow, scrittore e co-editor di Boing Boing.

Leggendo il post di Wittgenstein, sono tre i passaggi che mi hanno stupito.

Il primo, che mi trova pienamente d’accordo (gli invidio la semplicità con cui è riuscito a esprimere il concetto):

Io credo che la strategia minacciosa e poliziesca nei confronti dei ragazzi e dei fans si sia dimostrata perdente anche per i suoi stessi sostenitori. E credo che debba essere chiaro che questi comportamenti non sono dannosi: perché l’accesso universale ai contenuti è una ricchezza e ci migliora, e perché consente nuove forme di sussistenza delle opere creative

Il secondo che invece mi ha aiutato ad aprire un po’ gli occhi sulle dinamiche delle amicizie nei social network:

I social network per me sono importanti perché il passaparola aiuta i libri e anche i miei libri. Ma i social network incasinano la corteccia cerebrale. Facebook è la pornografia del sociale. Si nutre di se stesso e di quantità, più che di qualità. Queste cose perdono di senso quando il tuo boss che non sopporti ti chiede di essere tuo amico. E no, non è una buona cosa essere amici di tutti: ci sono anche brutte persone, in giro. Un conto è essere amichevoli, un conto essere amici. Bisogna essere amichevoli e gentili con tutti, ma amici no.

Il terzo e ultimo passaggio:

Chiudere i gruppi a favore della mafia? Perché, è un reato uscire per strada e dire “mi piace la mafia”? Dici sul serio che da voi è un reato dire “hanno fatto bene ad ammazzare quello”? La risposta alle pessime opinioni è più libertà di opinione, non meno.

Il primo numero di Wired Italia

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Esce oggi in edicola il primo numero di Wired, la versione italiana della più famosa e importante rivista tecnologica del mondo.

Nonostante il notevole sconto sull’abbonamento (60% per quello annuale, 80% per l’abbonamento a 2 anni) ho deciso di non abbonarmi per il momento. Non è certamente una mancanza di fiducia nei confronti di chi lavora per Wired, ma sono altri i motivi, già espressi ai tempi della presentazione ufficiale.

E’ innegabile che Internet ha ridotto pesantemente il ruolo della carta stampata: molti, compreso il sottoscritto, si informano quasi esclusivamente in Rete, tramite blog e le versioni online dei quotidiani. Inoltre  i mensili tecnologici arrivano, inevitabilmente,  settimane dopo con recensioni, notizie ed approfondimenti letti e riletti più volte e molto tempo prima su Internet.

A dimostrazione di ciò, esiste infatti anche la versione online di Wired, davvero bella e affiscinante nella grafica, ricchissima di contenuti e di spunti.

Per questo motivo, oggi comprerò il primo numero di Wired e valuterò se abbonarmi o meno.

Cassinelli “contro” D’Alia

Ha fatto discutere parecchio l’emendamento proposto dal senatore dell’Udc Giampiero D’Alia, il noto disegno di legge 733 e in particolare il comma 1 dell’articolo 50-bis: in parole semplici, c’è il concreto rischio di oscuramento (o censura?) in Italia di alcuni siti, tra cui Facebook e YouTube.

L’onorevole Roberto Cassinelli, che più volte si è dimostrato attento alle tematiche relative alla Rete, ha presentato alla Camera una proposta di emendamento che vuole modificare il testo del senatore D’Alia, come si può leggere direttamente dal suo blog.

Ancora una volta, mi piace sottolineare che questo sia il corretto modo di procedere, coinvolgendo esperti del campo e agendo nella massima trasparenza e con spirito collaborativo, dando spazio (nel suo blog) a commenti e suggerimenti.

Confido nella modifica (in meglio!) del testo del disegno di legge del senatore D’Alia, ma ricordo che all’orizzonte c’è anche un disegno  di legge presentato dall’onorevole Carlucci che lascia perplessi.

La RAI in diretta Web

E’ online da ieri il nuovo sito della Rai, Rai.tv, con una grandissima novità: la TV in diretta Web.

E’ possibile seguire in diretta da Internet i canali Rai: Rai Uno, Rai Due, Rai Tre, RaiSport, RaiNews24, Rai Storia e Rai Edu 1.

Tutto ciò è possibile grazie alla piattaforma Microsoft Silverlight, la stessa utilizzata dalla CNN per la diretta dell’Inauguration Day di Obama. Questo comporta non pochi problemi per chi non utilizza un sistema operativo Microsoft.

Vediamo infatti le differenze sull’accesso e la visibilità del nuovo sito Rai su Windows, Linux e Mac.

Windows

Naturalmente, in questo caso, tutto funziona come deve, se installato Microsoft Silverlight:

diretta-rai-windows

Linux

diretta-rai-linux2

Per poter visualizzare correttamente il sito rai.tv, è necessario utilizzare Firefox e installare il plugin Moonlight (disponibile qui),  l’implementazione open-source di Microsoft Silverlight. Come si vede dall’immagine, la visualizzazione però non è completa: mancano i comandi, alla destra del video, per fermare il video, per mettere a tutto schermo e manca anche il pannello del palinsesto, per vedere la programmazione. Inoltre, dopo una serie di verifiche fatte personalmente, Firefox va in crash dopo un paio di minuti.

MacOsX

Il test è stato effettuato con un PowerBook 14”, quindi un PPC, per cui è disponibile solo la versione 1.0 di Silverlight. Con questa versione, non è possibile accedere al sito.

Il mio giudizio. L’idea di proporre su Internet la propria programmazione è ottima: la qualità video è buona, anche a schermo intero, mentre c’è un leggero ritardo sull’audio. Rispetto alla TV tradizionale, la diretta Web ha un ritardo di circa un minuto.

Questa scelta offre comunque un motivo in più a far pagare il canone Rai a chi non possiede un televisore, ma ha un computer e una connessione Internet.

La scelta di utilizzare Microsoft Silverlight limita l’accesso e la disponibilità ad un discreto numero di utenze: gli utenti Linux hanno una versione “ridotta” del sito, gli utenti Mac (con un PPC) non hanno alcun modo di fruire del servizio.

Inoltre, leggendo i commenti al post di Mantellini, si scopre che il sito è accessibile solo dall’Italia.

Un primo bel passo è stato fatto e va dato merito alla Rai: ora aspettiamo fiduciosi che si migliori, oltre alla qualità del palinsesto, anche l’accessibilità per tutti gli utenti.