Prima riunione condominiale
Stasera parteciperò alla mia prima riunione condominiale.
Per me, potrebbe anche andare così:
Stasera parteciperò alla mia prima riunione condominiale.
Per me, potrebbe anche andare così:
Se dovessi sintetizzare la nostra mini-vacanza a Firenze, potrei semplicemente dire: acqua. Tanta acqua, ha piovuto ininterrottamente dal primo pomeriggio del 31 dicembre fino alla sera dell’1 gennaio. Per fortuna, il tempo ci ha concesso una tregua per il 2 gennaio.
Eravamo consapevoli delle previsioni non buone e quindi anche ben attrezzati, con ombrelli e k-way, ma girare per due giorni con gli ombrelli aperti è stato davvero difficile e duro. Anche i più pazienti, nel primo pomeriggio di Capodanno, iniziavano a dare segni di nervosismo.
La pioggia ha rovinato in parte la nostra 3 giorni: ha condizionato troppo l’ultimo dell’anno in piazza, dove non abbiamo potuto muoverci come avremmo voluto e non siamo riusciti a seguire il concerto. Ci ha costretto a modificare il nostro programma, andando il giorno di Capodanno a Siena (troppo bella per essere vista di corsa in così poco tempo) e San Gimignano. Di fatto, abbiamo dovuto limitare la visita vera e propria a Firenze per il giorno 2.
Emozionante entrare nella casa di Dante, calpestare le stesse mattonelle che calpestava il Sommo Poeta, vedere alcuni manoscritti e la riproduzione della sua camera. Un altro peccato però non poter entrare agli Uffizi, data la coda di almeno 3 ore. Sempre affascinante Ponte Vecchio, sotto cui scorreva un Arno ai limiti del livello di guardia. Immensi i Giardini di Boboli, visitati solo in piccola parte e da cui non abbiamo trovato accesso al terrazzone che permette di vedere tutta Firenze. Infine, ciliegina sulla torta di una lunga giornata, bellissimo è stato salire in cima al Campanile di Giotto, dopo 414 gradini: il panorama di Firenze al tramonto merita il prezzo del biglietto.
Firenze meravigliosa, come sempre. Firenze da tornare a visitare, non appena ce ne sarà occasione.
Dopo Venezia (Capodanno 2009), Firenze (Capodanno 2010). Per Capodanno 2011 si pensa già di festeggiarlo sotto a “er Cupolone“… per poi, chissà, andare oltre oceano, sotto i grattacieli della Grande Mela…
Queste le foto del nostro Capodanno 2010 a Firenze:
Di solito, il primo post dell’anno è dedicato agli auguri per il nuovo anno e per il compleanno del blog stesso, che ha compiuto ben tre anni.
Così questa volta si inizia con un articolo dedicato al mio stomaco, che ha iniziato a fare le bizze martedì mattina e mi ha fatto soffrire, parecchio, la notte della Befana. Mercoledì mattina dalla guardia medica, poi giornata a letto, nutrito solo a the caldo e poco altro. Due giorni di riposo, oggi e domani, per riprendermi. Mi dicono sempre che potrebbe essere colpa dello stress. Conoscendomi, non posso dargli torto…
Comunque, buon anno!
Tanti auguri di Buon Natale a tutti!
Non so se è un grande passo per l’umanità, ma sicuramente è un grande passo per me, forse il più grande fatto finora, almeno dal lato economico: con l’atto notarile (il messaggio criptico del preliminare non l’ha capito nessuno) di questa mattina, ho ufficialmente comprato casa!
Che dire? Bello, fantastico, una sensazione strana ma bella, la consapevolezza di una nuova strada davanti e di una nuova vita che sta cominciando e che fra qualche mese sarà realtà. Nuove responsabilità, che se da una parte spaventano un po’, dall’altra ti danno voglia e forza di affrontarle. Nuovi stimoli positivi, che danno energia.
Come vuole la tradizione, questi eventi devono essere “bagnati“: quindi, fatevi avanti e il sottoscritto vi offrirà da bere (sempre che ci sia ancora qualcosa sul conto corrente!).
Come è andata la gara di karaoke della scorsa sera?
Sono passati alla serata successiva 6 cantanti su 8: io sono stato eliminato.
Detta così, potrebbe sembrare che abbia cantato veramente male oppure che gli altri concorrenti fossero dei fenomeni della musica italiana. In realtà, ho partecipato ad una farsa e non ad una gara canora. Che non avrei passato il turno l’ho capito al momento in cui sono state illustrate le regole del gioco. (Le avessi sapute chiaramente prima, non avrei partecipato).
Ogni persona del pubblico aveva diritto a votare due persone tramite una scheda prestampata. Il pubblico era composto esclusivamente dagli amici dei cantanti. C’era chi aveva 4/5 amici, chi una decina e chi, come me, solo un amico. Di fatto, ancor prima di cantare, partivo con un grande handicap di preferenze, difficile da colmare. Purtroppo è andata come temevo: gli amici hanno votato il proprio amico cantante, qualcuno anche disperdendo furbescamente il secondo voto, dandolo ad una persona che all’ultimo non ha potuto essere presente.
Così ha passato il turno chi ha tossito anziché cantato, chi ha stonato più volte, chi ha preso a calci una canzone stupenda, chi ha sbagliato 4 attacchi su 4 del ritornello, chi ha cantato in inglese maccheronico, ecc…
Se ci fosse stata una giuria di qualità o comunque qualche persona con un minimo di competenza musicale non sarebbe andata così. Probabilmente sarei passato, considerando che credo di aver fatto una buona esibizione (forse alla fine è questo che più conta), sopratutto se confrontata con la medio-bassa qualità dei concorrenti.
Naturalmente ci sono rimasto male e deluso, non tanto dall’eliminazione in sé, quanto dalla modalità: partire sconfitti in partenza non è bello per nessuno. Il regolamento è oggettivamente ingiusto e se lo avessi saputo in anticipo, come dicevo, non avrei partecipato.
Perché per andare avanti avrei dovuto convincere gli amici a venire a spendere 10 euro (tanto costa una qualsiasi bevanda nel locale) per tutte e 4 le serate previste. E che gusto ci sarebbe stato ad andare avanti non per le proprie qualità canore ma per l’abilità di coinvolgere più amici?
Mi è servita da lezione.
Mercoledì 18 novembre, parteciperò alla mia prima gara canora, una competizione in stile X-Factor, presso il pianobar “La chiave” in centro a Bergamo. Canterò “Il regalo più grande” di Tiziano Ferro, canzone che credo di riuscire ad interpretare abbastanza bene.
Sono – stranamente – molto tranquillo, forse perché non mi aspetto nulla e perché la prenderò così come viene, solo un’occasione in cui divertirmi cantando e ascoltando altri ragazzi.
Pare, comunque, che il pubblico avrà un ruolo importante con i suoi applausi: se qualcuno ha voglia di regalarmi un applauso, è ben accetto.
Quando questo post apparirà sul blog, sarò testimone di uno degli eventi più belli che la vita regala: la mia sorellina starà per dire sì al suo futuro marito, Giorgio.
Auguri Daniela e Giorgio!
E grazie a voi, ora posso allargarmi in casa e avere così una camera in più!
Si è sempre detto che uno degli aspetti positivi di Facebook è che permette di riprendere contatti con vecchi amici, persone che non vedi da tempo, addirittura anche i tuoi vecchi compagni delle elementari.
Così è stato e ieri sera è successo: cena con i compagni di classe delle elementari.
Ho rivisto 6 amici (aggiungo anche un “purtroppo solo 6″) che non vedevo da oltre 20 anni e la nostra amatissima suora, la nostra insegnante. Difficile, se non impossibile per me, mettere nero su bianco le emozioni della serata. Di certo non mi dimenticherò l’arrivo della suora, allegra, spumeggiante e vivace, come se gli anni non fossero passati, dicendo ad alta voce: “Non ditemi chi siete, perché vi devo riconoscere io!”.
Così, quando si è avvicinata a me, mi ha guardato dal basso verso l’alto esclamando “Nooo…. sei Fabrizio!”, a stento ho trattenuto le lacrime. “Ti ho pensato tanto quando ero in Calabria.” – ha proseguito – “Lì ci sono tanti Sinopoli”. Poi, non ancora seduti a tavoli, ha subito chiesto di farle vedere le mani, per vedere quanti di noi avevano la fede.
La serata è proseguita come avviene in queste occasioni: abbiamo cercato di ricordare nomi e cognomi di tutta la classe, ognuno racconta tutto quello che sa dei compagni assenti alla cena. Si è parlato di se stessi, del lavoro e di dove si vive ora. Abbiamo scavato a fondo nella nostra memoria alla ricerca di aneddoti dell’epoca. E’ stata la serata in cui ho scoperto, se ce ne era bisogno, di avere una scarsissima memoria.
E’ stata una serata emozionante, bella e incredibile, tanto da sperare che non debbano passare altri 20 anni prima di rivedersi. Mancavo parecchie persone ieri sera, che non siamo riusciti a contattare: speriamo di riuscire a farlo per la prossima occasione.
E pensare che c’è ancora lì fuori qualcuno che pensa che i computer e Internet ci rendano più asociali e spinga a isolarci.
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