Archivio per 'Calcio'

Addio a Tonino Carino

Tonino Carino da Ascoli: lo conoscevamo tutti così. Se ne è andato nella notte uno dei più simpatici e preparati giornalisti sportivi, una delle colonne del caro 90° minuto di Paolo Valenti (qui il mio Amarcord).

Un breve video per ricordarlo. Ciao ToninoCarinoDaAscoli

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Decreto salva-Juve

Visto che non tiriamo mai in porta e che piovono decreti ad minchiam, io ci provo:

Il pallone si considera in rete, a prescindere dall’effettivo e completo superamento della linea di porta, a condizione che lo stesso si trovi all’interno dell’area di rigore della squadra avversaria della Juventus.

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Bridge non stringe la mano a Terry

Ieri John Terry e Wayne Bridge si sono incontrati per la prima volta dopo che è venuta a galla la storia d’amore tra il capitano del Chelsea e la moglie dell’ex-compagno di squadra.

L’occasione è stata la partita Chelsea – Manchester City.

Prima del calcio d’inizio, quando è consuetudine che i giocatori delle due squadre si stringano la mano, Wayne Bridge non la stringe a Terry.

Ecco il video:

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Nonostante tutto, grazie Ciro

“Sollevato dall’incarico”. Quasi a volere ribadire la volontà della società di proseguire fino a fine giugno. Forse solo un modo elegante per lasciare aperte le porte per altri incarichi nello staff. Sta di fatto che da venerdì scorso, Ciro Ferrara non è più l’allenatore della Juventus: al suo posto, è arrivato Alberto Zaccheroni.

Ferrara e le sue colpe. Inutile negare che Ferrara ha le sue colpe e le sue responsabilità sui risultati negativi della Juventus. Almeno due: mancanza di gioco e incapacità di trasmettere grinta e determinazione alla squadra. Tranne rare eccezioni (l’andata con la Roma e la partita con la Sampdoria) mai la Juventus ha dato dimostrazione di essere una vera squadra, mai si è visto un accenno di gioco e di attuazione di schemi. Si è invece spesso vista un’assoluta mancanza di idee e di gioco, con Diego costretto a scendere nella sua trequarti per prendere palla ma per poi trovarsi impossibilitato a fare gioco, perché marcato da 2/3 uomini e con i compagni fermi. Non si è mai vista la Juve “cattiva” degli altri anni, quella che non appena subiva gol, lottava con il coltello tra i denti per recuperare il risultato. Spesso questa determinazione, combinata ad un pizzico di fortuna (cosa mai vista quest’anno) portava al gol nei minuti di recupero. Al contrario, la Juventus ha subito troppi gol nei minuti finali.

Ferrara, un Signore. Ciro Ferrara si è comunque dimostrato un grande uomo con dignità e coraggio da vendere. Si è sempre presentato ai microfoni dopo ogni sconfitta. Mai una parola contro i propri giocatori. Mai una parola contro quella società che non l’ha mai difeso adeguatamente e che lo ha, di fatto, esonerato dopo la sconfitta con la Roma e che l’ha lasciato sulla panchina ancora per 6 giorni, solo perché non aveva alcun sostituto.

La società e le sue colpe. Come ho già avuto modo di dire, la percentuale maggiore di colpe è della società. Scegliere un allenatore inesperto, senza alcuna gavetta alle spalle, è un azzardo a prescindere. Avrebbe avuto senso tre anni fa, quando la Juventus ripartiva dopo lo tsunami che l’ha travolta. Ma farlo dopo il terzo posto di due anni fa e il secondo dello scorso, è fuori da ogni logica. La gestione infine della “crisi” dalla sconfitta col Bayern con la conseguente uscita dalla Champions alla sconfitta con la Roma in casa evidenzia ancora una volta l’incapacità di gestione e di conoscenza del mondo del calcio. Sarebbe stato sicuramente scorretto, ma non è possibile che una società, dopo una serie incredibile di risultati negativi, non faccia un sondaggio con qualche allenatore, lo “prenoti” in caso di necessità. Invece così non è stato: nel momento in cui domenica scorsa la proprietà ha dato ordine alla dirigenza di cambiare allenatore, questa si è trovata “spazziata”, lasciando in panchina un allenatore di fatto esonerato e la  squadra oggetto della solita brutta figura con l’inevitabile uscita dalla Coppa Italia. Per ritrovarsi così a fine gennaio già fuori da tutte e tre le competizioni a cui puntava.

La scelta di Zaccheroni. Senza nulla togliere al nuovo mister, credo che qualunque scelta di un allenatore con esperienza fosse una buona scelta. In questo momento, serve qualcuno che abbia gestito in passato situazioni simili, serve una persona che abbia conosciuto certi spogliatoi, certe paure e preoccupazioni. In quest’ottica, la scelta migliore sarebbe stata quella di Giovanni Trapattoni. Ma anche Zaccheroni, come soluzione temporanea da qui a giugno, è una buona scelta.

I giocatori. Ora i calciatori sono allo “scoperto”. Se fino ad oggi, certe prestazioni incolori e anonime potevano essere in qualche modo riconducibili ad una guida tecnica non adeguata, ora, dopo un esonero, i calciatori non hanno più alibi.

Grazie, Ciro! Ciro Ferrara ha finito per pagare anche colpe non sue. Il suo esonero era inevitabile ormai. Ma Ciro sa benissimo che noi tifosi gli abbiamo voluto bene e continueremo a volergliene, perché ha sempre dimostrato un grande amore verso la maglia, da giocatore prima e da allenatore poi. Per questo spero accetti di ricoprire un ruolo all’interno della società, perché è un uomo intelligente, esperto e conoscitore del calcio.

E nonostante tutto, grazie Ciro!

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Cara Sky, basta statistiche

Cari telecronisti di Sky,
ho per voi la massima stima e ammirazione: siete indubbiamente una spanna sopra i vostri colleghi delle altri emittenti tv, per competenze tecniche, professionalità e per il modo di rendere ogni partita un evento. Il modo di pronunciare il nome del calciatore che ha appena segnato di Fabio Caressa, il “game over” di fine partita di Massimo Compagnoni sono alcuni di vostri unici marchi di fabbrica che più esaltano noi tifosi davanti alla televisione.

Ma per le prossime partite della Juventus, vi chiederei un favore: basta ricordare le statistiche delle due squadre in campo. Prima di Juventus-Catania avete ricordato che erano 40 anni che i siciliani non vincevano a Torino. Il Catania ha vinto. Prima di Juventus-Milan avete detto che i rossoneri non vincevano a Torino da 10 anni. Il Milan ha vinto. Prima di Chievo-Juventus avete detto che in 15 partite mai i clivensi avevano battuto la Juventus. Il Chievo ha vinto. Infine, ieri sera, nel presentare Juventus-Roma, avete ricordato come Totti non avesse mai segnato alla Juventus a Torino e come Ranieri non avesse mai battuto i bianconeri da allenatore. Totti ha segnato e la Roma ha vinto.

Noi juventini ormai non sappiamo più a cosa attaccarci per riuscire a vedere vincere questa squadra: non ci rimane che la scaramanzia. Per cui, per favore, domenica prossima, prima di Juventus-Lazio non diteci da quanti anni non vince la Lazio a Torino, se Ballardini ha mai vinto o meno contro la Juve o altro. Domenica prossima, raccontateci la partita: pura telecronaca.

Un bianconero disperato e scaramantico.

p.s.: oggi ricorre il settimo anniversario della morte di Gianni Agnelli. Oggi come mai sembrano passati 100 anni. Oggi come mai, ci manca il nostro Presidente.

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“Tutto il calcio minuto per minuto” compie 50 anni

Oggi guardo le partite di calcio seduto comodamente sul divano, insieme a mio padre, su Sky in alta definizione.

Ma un tempo non era così…

Una volta, la “postazione” era camera mia, sempre la domenica pomeriggio, sempre alla stessa ora, le 14.30: io seduto alla mia scrivania, con una schedina bianca dove segnare i risultati, aggiornati gol dopo gol, e mio padre sdraiato sul mio letto. Le partite si seguivano alla radio con “Tutto il calcio minuto per minuto“. Ho imparato a conoscere Ameri, Ciotti, Gentili, Bortoluzzi, De Luca, Provenzali, Cucchi e molti altri ancora. Mio padre mi raccontava che una volta la trasmissione cominciava all’inizio dei secondi tempi. I giornalisti dicevano le formazioni e i risultati dei primi tempi, così i racconti della diretta iniziavano circa al 10° minuto del secondo tempo. Dopo un po’, la trasmissione anticipò di 10 minuti l’inizio in modo da raccontare interamente il secondo tempo. Solo qualche anno dopo, cominciò prima dell’inizio della partita.

Oggi, 10 gennaio 2010, “Tutto il calcio minuto per minuto” compie 50 anni: è ancora qui, invincibile e affascinante nonostante la pay-per-view, anticipi e postipici, alta definizione e replay. Ancora oggi è un punto di riferimento per molti, per tutti quelli che magari sono in auto, per quelli che lavorano e possono affidarsi solo alla radio.

Certo, non so se potrei mai tornare indietro: vedere le partite in diretta TV è impagabile. Ma quanto era bello immaginarsi l’azione descritta dal radiocronista? Per quanto fosse bravo a descriverla, la tua immaginazione poi si scontrava con le prime immagini di “90° minuto”, altro pezzo di storia del calcio italiano, che purtroppo invece ha subito il colpo delle pay-per-view.

Tanti auguri “Tutto il calcio minuto per minuto” e grazie di tutto.

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Cronaca di una disfatta annunciata

juve-bayern

Così, già ad inizio dicembre, si parla di disfatta juventina in seguito all’uscita alla prima fase dalla Champions Leaugue, cosa che non capitava dalla stagione 2000/01.

Che sarebbe stato un girone difficile lo si sapeva fin dai sorteggi: per una squadra di seconda fascia, come la Juve, data per scontata la qualificazione della squadra di prima, la difficoltà si stabilisce sulla forza della squadra di terza. Sulla carta. La realtà ha poi dimostrato che questa (il Bordeaux) si è rilevata nettamente la più forte, non solo del girone, ma di tutte le 32 squadre della Champions. Ma nonostante tutto, dopo le prime quattro giornate, con soli 3 gol segnati e uno solo subito (tanto da fare dire alla Gazzetta che la Juventus aveva la migliore difesa della Champions), la Juventus aveva 8 punti, 4 di vantaggio sulla terza e una qualificazione già in mano. Sarebbe bastata una vittoria su due partite oppure sarebbe bastato un pareggio in casa col Bayern. Invece si è riusciti nell’impresa di perdere entrambe le partite, a dimostrazione che spesso è meglio giocare avendo un solo risultato a disposizione. A conti fatti, due sole vittorie per 1-0, sudatissime, contro la squadra più debole del girone, due pareggi e due sconfitte.

Difficile non parlare di disfatta, anche per i più ottimisti. Fuori dalla Champions League già a dicembre (con i danni economici che ne conseguono), rimarebbe il campionato (dato che eventuali vittorie in Coppa Italia o Europa League sarebbero un contentino insufficiente tale da non rendere la stagione positiva). Ma anche qui la realtà non è delle migliori: vero è che 5 punti dalla prima in classifica, con oltre 20 partite da disputare sono recuperabili. Ma è altrettanto vero che la Juventus non ha mai dimostrato di poter vincere lo scudetto: escluse le prime 5 partite e quella con la Sampdoria, la squadra ha sempre sofferto, vincendo con difficoltà (Chievo, Udinese e Inter per citarne alcune) e perdendo già 3 partite (Palermo, Cagliari e soprattutto Napoli, dal 2-0 al 2-3 in casa).

Così, ci si trova già qui a cercare i colpevoli. La società, la squadra o l’allenatore? Come ha detto Ferrara ieri sera, sono tutti colpevoli, nessuno escluso. Ha ragione. La colpa è di tutti, ma con percentuali di colpe differenti. La situazione attuale è figlia dei continui e gravi errori della società, ultimo dei quali quello di affidare una squadra, ora costretta a tornare a vincere un trofeo, ad un allenatore inesperto. Per cui, se questo cambia modulo 3 volte a partita, se fa cambi sconsiderati, se rischia di rovinare oltre 50 milioni di euro di investimento, allora non si può puntare il dito solo contro di lui, ma contro chi lo ha messo lì. Avrebbe anche le attenuanti dei continui infortuni, ma a questo punto, dopo un anno e mezzo in cui la Juventus ha sistematicamente fuori per infortunio 4/5 giocatori  a partita, bisognerebbe iniziare a chiedersi il perché di tanti infortuni.

La carriera di Ferrara alla Juventus è irrimediabilmente segnata, a meno di clamorose e poco probabili svolte positive da qui a fine stagione. Ciro rimarrà fino a fine campionato sulla panchina della Juventus per più motivi. Non ci sono allenatori disponibili per avviare ora un nuovo “progetto” (Mancini ha un ingaggio fuori portata e non sarebbe ben visto da una “piazza” già piuttosto calda e arrabbiata) e nessuno disponibile a “traghettarla” fino a fine anno, quando arriverà un nuovo allenatore. Chi? Luciano Spalletti, che avevano già in mano questa estate e che per motivi economici e di accordi sullo staff tecnico invece non è arrivato. Arriverà, ma con un anno di ritardo. Un altro anno probabilmente buttato.

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Il nuovo sito di Alessandro Del Piero

Oggi è stato ufficialmente presentato il nuovo sito del capitano, Alessandro Del Piero.
Bello, ricchissimo di informazioni e statistiche e… impeccabile:

palmares-delpiero

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Auguri a Firefox… e al capitano

Oggi, Firefox compie 5 anni: auguri!

Ma tanti auguri anche al Capitano, che di anni ne fa 35: con la speranza di vederlo presto in campo!

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Una lista di Twitter dedicata alla Juventus

Da qualche giorno su Twitter è possibile creare liste, ossia un modo per dividere in gruppi gli utenti che si seguono.

Oggi ho creato la mia prima lista, dedicata alla Juventus: per chi fosse interessato, invito a seguirla e a proporre fonti da aggiungere alla lista.

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