Archivio per 'Juventus'

Venti di vittoria

Partita numero venti senza sconfitte. E non è una cosa da poco se si considera che la Juventus giocava contro l’Udinese, terza in classifica, allenata da un signor allenatore che risponde al nome di Guidolin (ma perché nessuna grande l’ha mai considerato?) e che ha dimostrato di essere un grande gruppo. Non è solo Di Natale, ma anche Isla, Basta e Armero, una forza della natura.

Partita che vale più dei tre punti quindi: prima perché era uno scontro diretto, secondo perché ha permesso di raddoppiare il vantaggio sulla terza, ora a -6.

Una Juventus meno brillante del solito, stanca anche dalla partita di Coppa Italia, solita mangia-gol davanti al portiere (Estigarribia e Matri), ma sempre decisa e determinata nel cercare il risultato. Dopo il gol di Matri (che giocatore sarebbe se sapesse stoppare i palloni?), regala il pareggio all’Udinese. A differenza della partita col Cagliari, non si lascia prendere dalla frenesia e trova il gol vittoria. Soffre, soffre, soffre, ma porta a casa i tre punti. Saper vincere soffrendo è un grande valore.

Con la difesa a tre, Buffon è più impegnato del solito. A Bonucci piace sempre rischiare la vita. Vidal non è quello di inizio stagione e ne risente tutta la squadra, ma quando la palla è tra i piedi di Pirlo è come averlo in banca (132 palloni toccati, 92% di passaggi giusti). Giaccherini non delude neanche questa volta. Finalmente il Matri bomber che serve alla Juventus.

Ma anche questa volta, tocca che dire… “partite come queste lo scorso anno la Juventus non le avrebbe vinte”.

Le mie pagelle
Buffon 6,5; Barzagli 7, Bonucci 5,5, Chiellini 6; Lichtsteiner 5,5 (dal 38’ s.t. De Ceglie s.v.), Vidal 5,5, Pirlo 7, Giaccherini 6,5, Estigarribia 6 (dal 19’ s.t. Pepe 6); Matri 7, Quagliarella 6 (dal 16’ s.t. Marchisio 6).

Campioni d’inverno

Juventus campione d’inverno. Un titolo che non conta nulla. Un titolo su cui nessuno avrebbe scommesso a inizio campionato.

Imbattuta in 19 partite di campionato, miglior difesa (non perché ha i migliori difensori, ma perché si difende nella metà campo avversaria), cerca sempre il gioco, crea numerose palle-gol (ma ne realizza poche), corre e pressa dal primo all’ultimo minuto.

Chi vedeva una squadra imballata dopo il mini-ritiro di Dubai, ieri sera contro l’Atalanta si è ricreduto: quattro palle gol nei primi 12 minuti, un palo e una traversa nel primo tempo. E poi nel secondo tempo i gol di Lichsteiner, su invenzione di Pirlo, e di Giaccherini, su una perla di Marrone. Già: Giaccherini e Marrone, due giocatori entrati dalla panchina e che hanno cambiato la partita. Proprio quei giocatori di cui lamentavo la mancanza solo una settimana fa.

E’ una Juventus bella quella vista a Bergamo, come è stata quasi sempre bella in tutto il girone d’andata. Pirlo ha fatto fare il salto di qualità alla squadra: vedere e rivedere il lancio di ieri in occasione del primo gol. Chiellini centrale è apparso sicuramente meglio di Bonucci, dando più solidità difensiva accanto al sempre ottimo Barzagli. Davanti si crea molto, ma si segna poco.

Tirando le prime somme alla fine del girone d’andata, si può dire che non ci si poteva aspettare di più. La squadra c’è, gioca e segue in tutto e per tutto il suo allenatore. Non vincerà la scudetto, ma ha i mezzi per lottare fino alla fine per i primi tre posti.

Le mie pagelle
Buffon 6; Lichtsteiner 7, Barzagli 6,5, Chiellini 7, De Ceglie 6,5; Vidal 6,5, Pirlo 7, Marchisio 6 (1′ s.t. Giaccherini 7,5); Pepe 6 (24′ s.t. Marrone 6,5), Matri 6, Vucinic 6 (41′ s.t. Bonucci s.v.).

Involuzione

I più fantasiosi hanno parlato di maledizione rossoblu, per il terzo pareggio in casa con squadre con quei colori sociali: Genoa, Bologna e Cagliari.
Io, che sono più subdolo, cercando tra i numeri un evento negativo, potrei dire che Vucinic ha segnato il terzo gol in campionato: terzo 1-0, terza volta che poi la Juventus subisce poi il pareggio, Bologna e Inter. Solo con quest’ultima è poi riuscita a vincere la partita. Ma la realtà dice altro.

La realtà dice che la Juventus ha perso un’altra ghiotta occasione di prendere 3 punti su Milan e Udinese.

La realtà dice che la Juventus non ha un difensore centrale affidabile, oltre a Barzagli: Bonucci commette l’ennesimo errore nell’azione che porta al pareggio del Cagliari. Non è il primo e purtroppo non sarà ultimo: spesso ci mette la pezza Barzagli, ma non può arrivare ovunque.

La realtà dice che la Juventus ha 11 titolari che, se non sono al 100%, allora la storia si fa dura. Quella di ieri è una di quelle partite che spesso risolve l’uomo entrato dalla panchina. Quest’uomo non ce l’ha. Del Piero e Krasic ieri hanno avuto l’occasione per esserlo, ma il serbo ormai è la brutta copia della brutta copia di quello dei primi 4 mesi dello scorso campionato.

La realtà dice che la Juventus subisce poche azioni avversarie, spesso un solo tiro in porta, come ieri, ma quello fatale.

La realtà dice che non ha “l’uomo da 20 gol a campionato”.

La realtà dice che la sosta natalizia ha fatto male: il gioco pare involuto, soprattutto perché la squadra non corre come prima. Marchisio, Pepe e Vidal sembrano quelli più in difficoltà fisica.

La realtà dice che questa squadra è partita con ambizioni modeste ma si trova lì in alto, da sola.

Le mie pagelle
Buffon s.v.; Lichtsteiner 6, Barzagli 6,5, Bonucci 5, De Ceglie 6; Vidal 5,5, Pirlo 5,5, Marchisio 5,5; Pepe 5 (dal 22′ s.t. Del Piero 5,5), Matri 6 (dal 27 ‘s.t. Krasic 4,5), Vucinic 6 (36′ s.t. Borriello s.v.)

Appesantiti ma vincenti

Sarò noioso, ma “Questa partita lo scorso anno l’avremmo persa” è il pensiero che è passato per la testa alla maggior parte dei tifosi bianconeri alla fine di Lecce-Juventus.

Perché una squadra appesantita dal ritiro a Dubai, va a vincere, soffrendo, su quel campo dove lo scorso anno giocò una delle peggiori partite del decennio.

Perché lo scorso anno, alla prima dopo la sosta di Natale, la Juventus prendeva la prima di tante batoste, quattro gol da Parma e con il serio infortunio a Quagliarella. Unico aspetto in comune, purtroppo, rimane la sfortuna dell’attaccante, che esce dopo 20 minuti per la frattura dello zigomo.

Per il resto, è proprio un’altra Juve rispetto all’anno prima: seppur non brillando, si dimostra cinica nello sfruttare l’unico errore difensivo del Lecce, e solida in difesa, dove non prende gol da quasi quattro partite. Se non fosse stato autoconfezionato dopo pochi minuti quello con la Roma, si potrebbe anche togliere il “quasi”.

Si salvano solo Vucinic e Barzagli. Quest’ultimo, sempre presente, elegante e puntuale in difesa e con un altro grande pregio: zero ammonizioni in 17 partite, traguardo non certo facile. Pepe, Chiellini, Marchisio e Vidal sembrano i più “imballati”. Matri al settimo sigillo, senza rigori. Contava solo vincere, soprattutto per guadagnare 3 punti preziosi sulla quarta in classifica. (Perché da queste parti si sta con i piedi per terra, che lo scudetto non è cosa).

Domenica altra occasione da non sprecare, in casa col Cagliari, prima del derby di Milano. Con un Quaglierella in meno (speriamo per il meno possibile) e un Borriello in più, accolto non certamente a braccia aperte dalla curva juventina.

Le mie pagelle
Buffon 6; Lichtsteiner 6, Barzagli 6,5, Bonucci 5,5, Chiellini 5,5; Vidal 5,5, Pirlo 6 (43′ s.t. Marrone s.v.), Marchisio 5,5; Pepe 5 (40′ s.t. De Ceglie s.v.), Quagliarella 6 (dal 23′ p.t. Matri 6), Vucinic 6,5.

Primi e imbattuti

Primi e imbattuti, Inter a -8 alla sosta di Natale: chi me l’avesse detto ad agosto, si sarebbe preso del pazzo.

Primi, insieme al Milan, campione in carica e la squadra più attrezzata per vincere lo scudetto.

Imbattuti dopo 16 giornate, unica squadra d’Europa considerando i maggiori campionati.

Secondo miglior attacco (27 gol) e seconda miglior difesa.

Una squadra che gioca sempre a calcio, che cerca, riuscendoci spesso, a fare sempre la partita, sia in casa che fuori.

La Juventus finisce così il 2011, iniziato malissimo (sconfitto in casa col Parma e infortunio serio per Quaglierella) proseguito sempre peggio fino a maggio.
Esce indenne da Udine, dove la squadra di Guidolin aveva sempre vinto, concedendo a Di Natale & C. nessuna palla gol. Comanda il gioco, poco incisiva rispetto al solito, forse per paura di scoprirsi troppo. Ma visti i numeri sopra elencati, si può chiedere di più ad una squadra rivoluzionata cinque mesi fa, con l’incubo dei due settimi posti? Non credete alla Gazzetta che dice che “la Juve rallenta”: la Juve sta correndo ad un passo spedito, oltre ogni più rosea immaginazione.

Conte ha fatto un immenso lavoro fino ad oggi, sia a livello mentale che a livello atletico: gli uomini che scendono in campo, corrono fino all’ultimo secondo della partita, lottano come leoni su ogni pallone, non mollano mai. Quando hanno palla, sanno esattamente cosa fare, cercano sempre il gioco.
Ben venga la pausa di Natale comunque: servirà per ricaricare le energie. Nelle ultime partite alcuni giocatori sono apparsi stanchi (Pirlo, Marchisio e Matri). Servirà a recuperare Vucinic: nonostante tutto, la sua assenza si è sentita, non tanto in termini di gol personali, quanto a soluzioni offensive e fantasia.

Buon Natale, Juventus! Un Natale da prima in classifica, come non capitava da tempo.

Le mie pagelle
Buffon 6,5; Barzagli 7, Bonucci 6, Chiellini 6; Lichtsteiner 6, Vidal 6,5, Pirlo 6, Marchisio 6, Estigarribia 5,5 (45′ s.t. De Ceglie s.v.); Pepe 6  (35′ s.t. Del Piero s.v.), Matri 5 (26′ s.t. Quagliarella s.v.).

Spreconi

Juventus-Novara è la classica partita facile sulla carta, dal risultato scontato, con la squadra più forte che gioca in casa contro una delle ultime in classifica. E’ una di quelle partite in cui la squadra più forte deve segnare subito per non rischiare di complicarsi la vita, dato che l’altra squadra giocherà tutta in difesa.

Il gol di Pepe dopo pochi minuti sembra indirizzare la partita subito nella direzione giusta. Poi inizia la sagra del gol sprecato (23 tiri totali). La Juventus è tanto disarmante per quanto sia brava ad arrivare al limite dell’area di rigore quanto indisponente per le occasioni sprecate. Attacca con tanti uomini, come poche squadre di serie A fanno, ma è poco cinica e non concretizza. Mancanza di un uomo assist o di un attaccante di razza?

Stesso film visto con la Fiorentina nel primo tempo, al punto che il Novara nel secondo tempo gioca con meno timore e solo un grande Buffon evita il pareggio.

La partita, seppur facile sulla carta, nascondeva comunque qualche insidia, dopo la non brillante partita con la Roma. Per la prima volta nella stagione, a Conte mancavano tre giocatori titolari (Bonucci, Vidal e Vucinic), uno per reparto. Inventa Giaccherini interno di centrocampo al posto del cileno e lui non delude giocando una partita di tanta corsa e qualità. Prestazione da 9 in pagella se segnasse almeno una delle palle-gol a disposizione. Buona prova anche di De Ceglie. Pepe è tutto polmoni, cuore, qualità e gol. Del Piero fa di tutto per segnare, ma non gli gira ancora bene. Quagliarella ritrova il gol dopo un anno.

Le mie pagelle
Buffon 7; Lichtsteiner 7, Barzagli 6,5, Chiellini 6, De Ceglie 6,5; Marchisio 6,5, Pirlo 6 (35′ s.t. Pazienza s.v.), Giaccherini 6,5; Pepe 7,5, Quagliarella 6 (32′ s.t. Matri s.v.), Del Piero 6 (19′ s.t. Estigarribia 6)

Si poteva vincere, si poteva perdere

“Si poteva vincere, si poteva perdere” è il commento più diffuso tra i tifosi juventini su Twitter dopo Roma- Juventus. Sintesi perfetta di una partita bella e divertente.

Che la serata non sarebbe stata facile per la Juve lo si capisce subito. Pronti e via, calcio d’angolo per la Roma, stesso errore commesso a Napoli in occasione del fallo da rigore (un “due contro uno”), De Rossi che calcia a 1 km/h e Vidal, vestito da Babbo Natale, avrebbe tutto il tempo per consegnare in anticipo i doni di Natale ai compagni di squadra, invece il regalo lo fa alla Roma.

Buona la reazione bianconera, sembra quasi indemoniata e decisa a ribaltare la partita: ma non è la solita Juve. Poco brillante, confusa e imprecisa. In attacco poco determinata.

Ci pensa così Giorgione Chiellini, su un tiro sbagliato che diventa un cross a portare in parità la partita.

Ci pensa Santo Buffon a mantenere il pari, parando il rigore a Totti.

A guardare il bicchiere mezzo pieno, altro buon punto su un campo difficile. Primato in classifica e unica squadra imbattuta in Europa (data la sconfitta del Manchester City ieri sera).

A guardare il bicchiere mezzo vuoto, c’è la netta sensazione che se la Juve avesse giocato come ha fatto finora, avrebbe vinto, contro una Roma senza mezza squadra e con una difesa inventata. Un passo indietro nel gioco. Tanta imprecisione e errori individuali. Due punti persi su Lazio e Udinese.

Ma questa squadra è partita con altri obiettivi e stare lassù è tutto grasso che cola. Quindi, per una volta, guardiamo il bicchiere mezzo pieno.

Buffon Santo Subito, Barzagli il solito muro, Vidal, nonostante i due errori gravi, è comunque tra i migliori in campo, con Marchisio, Pepe e Matri decisamente sotto tono.

Data la squalifica di Vidal (e Bonucci), contro il Novara mi sento di consigliare al Mister Conte un ritorno al 4-2-4, magari dando una possibilità in attacco a Del Piero e Quagliarella

Le mie pagelle
Buffon 7; Lichtsteiner 6,5, Barzagli 7 , Bonucci 6 , Chiellini 6; Vidal 6 , Pirlo 6 , Marchisio 5,5; Pepe 5 (41′ s.t. Elia s.v.), Matri 5 (22′ s.t. Quagliarella 5,5), Estigarribia 5 (26′ s.t. Giaccherini 5,5).

Il principe e il guerriero

Partita facile sulla carta. Non sul campo, dove il Cesena si schiera con il modulo 11-0-0. Ma di facile non c’era nulla, soprattutto per una Juve che ha sempre avuto difficoltà a fare punti con squadre di medio-bassa classifica.

Si è dovuto aspettare la mezz’ora del secondo tempo per esultare al gol numero 6 di Marchisio. Altri dieci minuti per tirare il sospiro di sollievo.

L’assenza di Pirlo si è sentita, nonostante Pazienza abbia fatto bene il suo compitino. Ma il Principino e il Guerriero hanno dato dimostrazione di essere giocatori sopraffini: il primo segnando l’ennesimo gol stagionale, il secondo per una prestazione maiuscola, di sacrificio e di cuore. Quel cuore che mostra con le dita dopo aver segnato il rigore.

Buffon, come spesso capita, si è preso il pomeriggio libero. Barzagli ha fermato sul nascere le rare incursioni cesenate. Stavolta deludono Matri (impreciso) e Vucinic (discontinuo).

Paura per il capitano, colpito alla testa e saturato con 10 punti, portandosi così a solo a 4 punti dall’Inter.

Le mie pagelle

Buffon s.v.; Lichtsteiner 6,5, Bonucci 6, Barzagli 6,5, Chiellini 6; Vidal 7, Pazienza 6, Marchisio 7,5; Pepe 6,5, Matri 5 (5′ s.t. Quagliarella 6), Vucinic 5 (11′ s.t. Del Piero s.v., 18′ s.t. Giaccherini 6)

Punto d’oro

Un punto che vale oro, per come si è sviluppata la partita, per la difficoltà della stessa, dell’avversario e perché veniva dopo un’altra difficile partita fuori casa. Tirando le somme, 4 punti su 6 in due trasferte toste.

Napoli smaschera più che mai i limiti della difesa. Bonucci è inguardabile: sbaglia palloni su palloni, non azzecca un anticipo e l’errore sul secondo gol di Pandev è di una gravità senza limiti. Avessimo un Thiago Silva o un Nesta in difesa, Buffon passerebbe le partite a leggere il giornale.

Altro possibile limite: senza gli stessi undici (assente Marchisio), la squadra sembra faticare molto. Il 3-5-2 proposto ieri, dopo i primi minuti dove sembrava azzeccato, è andato in crisi alle prime contromosse di Mazzarri.

Nel primo tempo, pur partendo bene, la Juventus sembra quasi spaventata dal rigore sbagliato di Hamsik. Così il Napoli si ritrova avanti di due gol.

Nel secondo tempo scendono in campo 11 Conte, una Juventus tutto cuore e grinta: sale in cattedra Vucinic e la storia cambia. Non ci si arrende nemmeno sul 3 a 1, a venti minuti dalla fine. Là davanti, non si può prescindere da Matri, Vucinic e Pepe. Vidal è un vero guerriero.

La Juve non muore mai, è tosta, come ai bei tempi. Probabilmente non vincerà la scudetto, ma venderà cara la pelle a chi vorrà vincerlo.

Le mie pagelle
Buffon 6; Barzagli 6,5, Bonucci 4,5, Chiellini 5,5; Lichtsteiner 5, Vidal 6,5, Pirlo 5,5, Pepe 6,5 (dal 40′ s.t. Pazienza s.v.), Estigarribia 6,5; Matri 6,5 (dal 44′ s.t. Quagliarella s.v.), Vucinic 6 (dal 46′ s.t. Del Piero s.v.)

Signora Personalità

E’ vero che vincere a Roma con la Lazio ormai è abitudine negli ultimi anni, ma la vittoria della Juventus lancia segnali davvero importanti.

Soffre nella parte iniziale, si riprende, crea un paio di occasioni e colpisce in contropiede per la classica regola del “gol mancato, gol subito”. Riesce a reggere quando la Lazio tenta il tutto per tutto, poi controlla la partita, rallenta il ritmo e sfiora più volte il gol del k.o.

Partita giocata con grande personalità, su un campo difficile, contro una squadra forte, che gioca bene da due anni. Il tanto temuto Klose non ha visto palle, in particolare nel primo tempo. Buffon è tornato Buffon. Pirlo è indispensabile anche con una gamba sola, come ieri sera. Pepe non solo ha mille polmoni, ma ha cominciato a “vedere” la porta. Matri cresce di partita in partita.

Primi con una partita in meno. E martedì si va a Napoli, senza Marchisio (che avrebbe giocato se non fosse stata rinviata…), dove per assurdo, si può anche perdere. Sempre prima sarà la Juventus.

Se vogliamo trovare il pelo nell’uovo, un solo dubbio si insinua tra i tifosi: questa squadra sta offrendo il miglior calcio del campionato, sopratutto nelle ultime quattro partite, tutte vinte, giocate con gli stessi 11, modulo 4-3-3. La Juventus sa vincere solo con questi 11 titolari? La prima risposta già martedì.

Piedi per terra, comunque, che la strada è davvero ancora lunga, ma se il buongiorno si vede dal mattino…

Le mie pagelle
Buffon 7; Lichtsteiner 6,5, Bonucci 6, Barzagli 6,5, Chiellini 6; Vidal 6,5, Pirlo 6,5, Marchisio 6; Pepe 7 (dal 35’ s.t. Estigarribia s.v.), Vucinic 6 (dal 20’ s.t. Giaccherini 6), Matri 6,5 (dal 38’ s.t. Quagliarella s.v.)