Qualche giorno fa si è svolta “Colazione da Wired“, un incontro per presentare ufficialmente l’uscita in Italia, prevista per febbraio 2009, della rivista Wired.
Non ho potuto vedere lo streaming live dell’evento, ma ho letto le considerazioni di Massimo e Stefano, che erano presenti e quelle di Francesca, che ha seguito la diretta online. Proprio dal suo post prendo spunto per qualche considerazione personale.
Io vivo un piccolo e strano paradosso: adoro la “carta”. Sono innamorato delle edicole e delle librerie: se potessi, comprerei tutto quello che vedo. Fumetti, riviste su Linux e Mac, sulla fotografia. Oppure i grandi classici o quei libri con quelle copertine così accattivanti. Poi però mi ritrovo a negarmi questo piacere perché non ho proprio il tempo per leggere tutto quello che vorrei.
Ma non solo. Durante il LitCamp all’interno della BlogFest è stato accennato un tema interessante, un aspetto in cui mi ritrovo: la nostra “sete” di lettura è appagata in gran parte dal Web. Di fatto, leggo feed, notizie e approfondimenti su Internet. Arrivato a sera, momento solitamente ideale per la lettura, sono già sazio di lettura, la mia “voglia” è soddisfatta, a volte si è addirittura stanchi di leggere.
Quindi, mi pongo, come hanno fatto già in molti, alcune domande: che cosa mi dà in più una rivista rispetto a ciò che il Web mi mette già a disposizione? Nel caso specifico di Wired: quali contenuti deve avere la rivista affinché io mi abboni per uno o due anni?
Se guardassi solamente il prezzo, mi sarei già abbonato ad occhi chiusi, ma andando oltre: perché abbonarsi a Wired?
Ci sto riflettendo da qualche giorno e ancora non so darmi delle risposte precise. Voi ne avete?
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