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I soldati nelle città italiane: il pensiero di Bruce Schneier
Questo è il pensiero del mio “idolo” Bruce Schneier in relazione all’utilizzo dei soldati nelle città italiane per la lotta al crimine:
That reminds me of one of my favorite logical fallacies: “We must do something. This is something. Therefor, we must do it.” It does seem largely as a demonstration of “doing something” by the Berlusconi government. The legitimate police, of course, think it’s a terrible idea.
che tradotto a grandi linee, suona così:
Mi ricorda uno dei miei preferiti errori (fallacies) logici: “Dobbiamo fare qualcosa. Questo è qualcosa. Per questo, dobbiamo farlo.” Questo sembra, in gran parte, una dimostrazione del “fare qualcosa” da parte del governo Berlusconi. La polizia ordinaria, ovviamente, pensa che sia una terribile idea.
Aboliremo le al..ICI
Ho sempre detto io che l’Unto del Signore aveva detto “Aboliremo le al…ICI dalla pizza“.
Dopo questa stupida premessa, torno serio. Sara non scrive mai articoli banali o scontati e gli ultimi due ne sono un ottimo esempio. Nel primo, riprende un altro post interessante, in cui vengono elencati tutti i tagli che il Governo Berlusconi farà per “coprire” il buco dal “mancato” ingresso dei soldi dell’ICI. In questa lista spiccano i tagli allo sviluppo della banda larga (tanto l’Italia è già all’avanguardia) e un taglio sul piano contro la violenza sulle donne. Non sono gli unici tagli, ma penso che possano bastare solo questi per farsi un’idea. Come sempre, siamo alle solita politechetta italiana, delle false promesse, delle illusioni e delle prese in giro.
Se la pensate come me, diffondete la lista, parlatene, usando il tag “taglio vergognoso“.
Fini, Israele e Verona
Secondo il neo Presidente della Camera, Gianfranco Fini, bruciare una bandiera è più grave di un omicidio in seguito ad un pestaggio senza alcun motivo di un ragazzo indifeso.
La solita ipocrisia: son convinto che se quel ragazzo di Verona fosse stato aggredito da ragazzi di estrema sinistra, l’onorevole Fini non avrebbe rilasciato quelle affermazioni. Mi chiedo se sia tanto difficile per la classe politica italiana dare un giudizio serio, che non parta dalle proprie ideologie.
A Verona è morto un ragazzo, a quanto pare solo per non aver dato una sigaretta - che non aveva – ad altri ragazzi. A Torino si sono bruciate bandiere di Israele: un episodio da condannare con fermezza, ma mai tanto grave quanto la morte di un giovane.
Per Fini invece bruciare una bandiera è più grave: vorrei sapere cosa ne pensa allora il Presidente della Camera dell’idea di qualche anno fa di Bossi, quando voleva bruciare il nostro tricolore o buttarlo nel cesso. Si sta parlando di uno che è stato Ministro della Repubblica Italiana e che probabilmente lo sarà ancora nel prossimo governo, un alleato dell’onorevole Fini!
Vorrei sapere se Fini conosce anche gli slogan dei leghisti: in uno di questi si dice che “hanno un sogno nel cuore, bruciare il …”. Non completo nemmeno la brutta rima!
Modulo per la richiesta di residenza a Milano
Appena arrivato via mail, pubblico il modulo per la richiesta di residenza a Milano.
A Silvio
Come mi aspettavo, ha vinto Berlusconi. Onestamente speravo in un distacco minore. Ma penso che ci siano comunque alcuni aspetti positivi: tra questi, l’inizio di un vero bipolarismo. Un aspetto invece è, a mio parere, davvero negativo: 1 italiano su 10, che si traduce in 1 su 4 al Nord, hanno votato persone che si sono distinte per aver incitato ad imbracciare i fucili, per disinfettare i vagoni dei treni dove viaggiano extracomunitari, per avere definito “porcata” una propria legge. Solo per citarne alcune. Questo è disarmante.
Ma non andrò in giro a flagellarmi come stanno facendo molti elettori di sinistra.
Da cittadino italiano mi auguro che Berlusconi e i suoi governino bene, per il bene di tutti e non per il proprio. Lo desidero perché “tifare contro” vuol dire volersi fare del male, voler fare del male a questo Paese, in cui vivo e che tanto amo.
Mi auguro di vedere un Berlusconi diverso, che non faccia il proprio interesse o quello dei suoi “simili”, che non faccia leggi “ad personam”. Mi auguro che gestisca l’azienda Italia da impreditore quale è, con serietà e professionalità.
Mi auguro che mantenga tutte le promesse fatte e che non inizi il gioco dello scarica-barile (“Abbiamo trovato una situazione peggiore di quanto pensassimo…”).
Noi italiani saremo qui a vigilare. Il suo programma è scritto nero su bianco, disponibile a tutti.
Buon governo.
Politiche 2008: i primi risultati
Questo articolo è stato schedulato per le 15.01 di lunedì 14 aprile, ossia un minuto dopo la chiusura dei seggi elettorali per le elezioni politiche 2008.
Si potrà valutare se ho azzeccato la mia previsione fra qualche ora, forse solo martedì 15… oppure fra 5 anni.
Io sono qui
Visto che in questi due giorni l’hanno fatto tutti, ma proprio tutti, mi sono divertito anche io a rispondere a 25 domande del sito Voi siete qui (progetto di OpenPolis) sui grandi temi della politica (e non solo…) italiana, in modo da vedere a quale partito ci si avvicina maggiormente.
Ecco il mio risultato:

Nel dettaglio, ecco le distanze tra me e i partiti, dal più vicino al più lontano:

Centocinquantotto
Alla faccia del bipolarismo! Sono ben 158 i contrassegni elettorali ammessi alle prossime elezioni politiche del 13/14 aprile. E’ anche una conferma come a noi italiani non manca certo la fantasia: c’è il partito Io non voto (qua si crea un paradosso dal quale non riesco a uscirne), Pane Pace e Lavoro (un “Pane, amore e fantasia” trasportato in politica?), 100% (l’unico logo che sarei riuscito a fare anche io), Libertè, egalitè, fraternitè (sottotitolo: TFR libero), No monnezza in Campania (non poteva certo mancare), Partito Impotenti (non vorrei mai essere capolista), Non remare contro (ossia, finché la barca va…) e altri ancora!
E pensate, c’è anche un Popolo delle Libertà!
Un muro sempre più alto

Circa un anno fa, parlavo scherzosamente della censura cinese nei confronti del mio (ma non solo…) blog.
Oggi la Muraglia cinese è sempre più Grande: è in corso un atto di censura delle notizie che arrivano dal Tibet, dove è in corso una rivolta contro il governo cinese. Non solo vengono trasmessi pochi fotogrammi di quanto sta accadendo, ma i numeri delle vittime vengono ridotti, taciuti molti fatti. La censura è a 360°, quindi anche Internet non ne è da meno. Da quanto segnalato da Mashable, anche YouTube è irrangiungibile in Cina, per evitare che vengono inseriti e poi visti in tutto il mondo i video di quanto sta realmente accadendo.
Per essere informati, senza censure, alcuni link:






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