
“Sollevato dall’incarico”. Quasi a volere ribadire la volontà della società di proseguire fino a fine giugno. Forse solo un modo elegante per lasciare aperte le porte per altri incarichi nello staff. Sta di fatto che da venerdì scorso, Ciro Ferrara non è più l’allenatore della Juventus: al suo posto, è arrivato Alberto Zaccheroni.
Ferrara e le sue colpe. Inutile negare che Ferrara ha le sue colpe e le sue responsabilità sui risultati negativi della Juventus. Almeno due: mancanza di gioco e incapacità di trasmettere grinta e determinazione alla squadra. Tranne rare eccezioni (l’andata con la Roma e la partita con la Sampdoria) mai la Juventus ha dato dimostrazione di essere una vera squadra, mai si è visto un accenno di gioco e di attuazione di schemi. Si è invece spesso vista un’assoluta mancanza di idee e di gioco, con Diego costretto a scendere nella sua trequarti per prendere palla ma per poi trovarsi impossibilitato a fare gioco, perché marcato da 2/3 uomini e con i compagni fermi. Non si è mai vista la Juve “cattiva” degli altri anni, quella che non appena subiva gol, lottava con il coltello tra i denti per recuperare il risultato. Spesso questa determinazione, combinata ad un pizzico di fortuna (cosa mai vista quest’anno) portava al gol nei minuti di recupero. Al contrario, la Juventus ha subito troppi gol nei minuti finali.
Ferrara, un Signore. Ciro Ferrara si è comunque dimostrato un grande uomo con dignità e coraggio da vendere. Si è sempre presentato ai microfoni dopo ogni sconfitta. Mai una parola contro i propri giocatori. Mai una parola contro quella società che non l’ha mai difeso adeguatamente e che lo ha, di fatto, esonerato dopo la sconfitta con la Roma e che l’ha lasciato sulla panchina ancora per 6 giorni, solo perché non aveva alcun sostituto.
La società e le sue colpe. Come ho già avuto modo di dire, la percentuale maggiore di colpe è della società. Scegliere un allenatore inesperto, senza alcuna gavetta alle spalle, è un azzardo a prescindere. Avrebbe avuto senso tre anni fa, quando la Juventus ripartiva dopo lo tsunami che l’ha travolta. Ma farlo dopo il terzo posto di due anni fa e il secondo dello scorso, è fuori da ogni logica. La gestione infine della “crisi” dalla sconfitta col Bayern con la conseguente uscita dalla Champions alla sconfitta con la Roma in casa evidenzia ancora una volta l’incapacità di gestione e di conoscenza del mondo del calcio. Sarebbe stato sicuramente scorretto, ma non è possibile che una società, dopo una serie incredibile di risultati negativi, non faccia un sondaggio con qualche allenatore, lo “prenoti” in caso di necessità. Invece così non è stato: nel momento in cui domenica scorsa la proprietà ha dato ordine alla dirigenza di cambiare allenatore, questa si è trovata “spazziata”, lasciando in panchina un allenatore di fatto esonerato e la squadra oggetto della solita brutta figura con l’inevitabile uscita dalla Coppa Italia. Per ritrovarsi così a fine gennaio già fuori da tutte e tre le competizioni a cui puntava.
La scelta di Zaccheroni. Senza nulla togliere al nuovo mister, credo che qualunque scelta di un allenatore con esperienza fosse una buona scelta. In questo momento, serve qualcuno che abbia gestito in passato situazioni simili, serve una persona che abbia conosciuto certi spogliatoi, certe paure e preoccupazioni. In quest’ottica, la scelta migliore sarebbe stata quella di Giovanni Trapattoni. Ma anche Zaccheroni, come soluzione temporanea da qui a giugno, è una buona scelta.
I giocatori. Ora i calciatori sono allo “scoperto”. Se fino ad oggi, certe prestazioni incolori e anonime potevano essere in qualche modo riconducibili ad una guida tecnica non adeguata, ora, dopo un esonero, i calciatori non hanno più alibi.
Grazie, Ciro! Ciro Ferrara ha finito per pagare anche colpe non sue. Il suo esonero era inevitabile ormai. Ma Ciro sa benissimo che noi tifosi gli abbiamo voluto bene e continueremo a volergliene, perché ha sempre dimostrato un grande amore verso la maglia, da giocatore prima e da allenatore poi. Per questo spero accetti di ricoprire un ruolo all’interno della società, perché è un uomo intelligente, esperto e conoscitore del calcio.
E nonostante tutto, grazie Ciro!
Articoli correlati
Ultimi Commenti